Feb 13 2012

Consigli per presentazioni efficaci con esempi di slide #4

Testa Gianluca

Petit Philippe è un funambolo, uno dei più grandi. Ha sempre preparato con la massima cura le sue imprese per una ragione molto semplice: non ha la possibilità di sbagliare. Un errore gli sarebbe fatale. Proprio per questo nel suo libro “Trattato di Funambolismo” è citata una massima che reputo utile in molti contesti: “Non lasciate niente al caso, è un ladro inafferrabile.” Secondo voi, quando Philippe ha attraversato sul filo la distanza che copriva le due torri gemelle di New York, ad un’altezza vertiginosa, si è preparato per un paio d’ore il giorno prima della sua impresa? Credo proprio di no. E per quale ragione pensiamo di fare una presentazione un’eccellente senza fare alcuna prova o esercitandoci in maniera insufficiente?

Gli atleti professionisti si allenano più di quanto gareggino così come gli attori provano più di quanto recitino. Presentare non è diverso dalle altre attività, anzi è un esercizio complesso che comporta l’utilizzo di diversi strumenti. La preparazione è quindi indispensabile alla buona riuscita della nostra presentazione.
Gli americani dicono che la ripetizione è la madre di tutte le abilità. Ed hanno ragione. Prendereste un aereo con un pilota alle prime armi o scegliereste quello con un pilota con molte ore di volo?
Se mi chiedessero un consiglio per preparare una presentazione eccellente penso che sarei generoso e ne darei tre:
RIPETI
RIPETI
RIPETI
Oltretutto aver fatto i compiti a casa ci dà un senso di maggiore sicurezza e questo sarà sicuramente percepito dalla nostra audience. L’improvvisazione raramente paga, in qualunque campo.
Malcolm Gladwell nel suo libro “Fuoriclasse” afferma che uno dei fattori più importanti nel raggiungere l’eccellenza sono le ore di pratica che si dedicano a perfezionare le proprie abilità; arriva a dire che conta maggiormente la pratica che il talento, se questo non è supportato da adeguata disciplina.
Gladwell indica in 10.000 (diecimila!!!!) il numero di ore di esercitazione necessario per raggiungere livelli di eccellenza nel proprio campo, indipendentemente da quale esso sia. Stiamo parlando di chi ha raggiunto una fama di caratura mondiale nel proprio settore.
Questo ci porta ad un’altra conseguenza: anche i migliori, per diventarlo, hanno dovuto sudare ma a tutti è data la possibilità di eccellere; basto solo volerlo ed impegnarsi a fondo. Per diventare bravi ci si deve impegnare. Se poi penso alla presentazioni in ambito aziendale che mi è capitato di vedere, mi viene facile pensare che possano bastare molte meno ore per fare la differenza.

Buona Presentazione.

Gianluca Testa, Garage Presentation

Questo post fa parte di “Garage Presentation Manifest”, un insieme di regole e consigli per fare una presentazione eccellente.


Share

Jan 27 2012

Presentare con Slide è uno sport di contatto

Testa Gianluca

Joe Bert Decker
“Communicating is a contact sport. You must connect to make an impact.’’

Mi piace molto questa massima di Bert Decker, uno dei maggiori esperti americani in public speaking (www.decker.com). Credo che metta in risalto un fattore fondamentale di ogni buona presentazione: non ci possiamo nascondere dietro le nostre slide ma le slide devono servire la nostra esposizione. Quando prepariamo un discorso tendiamo a concentrarci sulla preparazione dei nostri supporti tecnici e poco sui contenuti essenziali che vogliamo trasmettere. Occorre quindi fare un passo indietro e porci queste domande fondamentali: quali sono i tre messaggi chiave che vogliamo ricordi la nostra audience? Quali idee vogliamo trasmettere?

Comunicare è uno sport di contatto

Su questi concetti dobbiamo impostare la nostra presentazione e stabilire la nostra strategia. E’ opportuno raccontare una storia? Abbiamo intenzione di distribuire dei supporti cartacei di approfondimento? Faremo fare un esercizio ai partecipanti? Solo dopo potremo creare le nostre slide che ci supporteranno nel raggiungimento dei nostri obiettivi. Capita sovente invece che le slide vengano usate come la “coperta di Linus”, uno scudo protettivo che ci salverà dal timore di esporci in prima persona e dalla paura di essere rifiutati. Parlare in pubblico non vuol dire leggere monotonamente delle slide preparate precedentemente e magari farlo dando le spalle al pubblico. Come dice Decker, dobbiamo sporcarci le mani, dare tutto noi stessi senza risparmiarci ed uscire dal campo di gioco con la consapevolezza di aver fatto il massimo. Per rispetto verso noi stessi e verso l’audience. Senza una reale connessione con partecipanti il nostro impatto sarà nullo.

Gianluca Testa, Garage Presentation

Share

Nov 22 2011

Come far vedere opportunità nascoste con esercizi di “mentalismo” mentre fate una presentazione

Testa Gianluca

Avete esigenza di far vedere ai Vostri Clienti opportunità nascoste nel loro business? Lo dovete fare in una presentazione? Perché non utilizzate un’immagine che possa stupirli, farli riflettere ed aprirli mentalmente verso nuove soluzioni? Personalmente amo inserire, quasi in ogni presentazione, un piccolo “trucco di mentalismo”, un gioco mentale, una sfida per l’audience. Trovo che sia molto utile per coinvolgere i partecipanti e permette di rendere più rilassato il clima in aula.

Ecco un semplice esempio; dopo aver fatto vedere l’immagine della diapositiva domandate: “Chiedereste di uscire a cena alla persona che vedete disegnata nella slide? No? Ne siete sicuri? Io lo farei subito …”

Lasciate il pubblico nell’incertezza per un paio di minuti e poi suggerite di vedere la situazione da un’altra prospettiva. In realtà l’anziana signora potrebbe essere anche un’elegante e giovane donna. Basta solo guardare l’immagine da un’angolazione diversa. Spesso nel business accade lo stesso. Continuiamo ad operare sempre con gli stessi strumenti e metodologie senza sfruttare interamente le nostre potenzialità che emergerebbero se guardassimo le situazione da prospettive diverse. Ora che hai aperto la strada al cambiamento non ti resta che presentare il tuo progetto, prodotto o servizio … e divertitevi a trovare trucchi mentali da inserire nelle Vostre presentazioni ricordandovi comunque che non devono essere fini a se stessi ma devono conseguire uno scopo preciso utile a trasmettere, in modo assolutamente etico, il messaggio che volete far conoscere.

Gianluca Testa, Garage Presentation

RISORSE UTILI:

Francesco Tesei

www.ilmentalista.com

www.mindjuggling.com





Derren Brown

www.derrenbrown.co.uk/ 


p.s. Mi scuso anticipatamente con tutte le donne per l’impostazione “maschilista” dell’esempio. Purtroppo non avevo un’analoga immagine con protagonista maschile ma naturalmente l’esempio si può applicare a qualunque soggetto.

Questo post fa parte della categoria “Presentation Checklist“. Sono piccoli consigli per chi sta preparando una presentazionee ha paura di dimenticare qualcosa di importante. Questa rubrica vi stimolerà ad utilizzare tecniche diverse con il fine di creare una presentazione eccellente. Sono state concepite come singole tessere di un grande mosaico; lette singolarmente sapranno darvi spunti interessanti di riflessione. Quando saranno pubblicate interamente, andranno a formare una tavola di checklist molto esauriente e ti faranno da guida nella preparazione del tuo evento. Perchè, come dice il nostro payoff, “le tue idee meritano di più.”


Share

Oct 26 2011

Dove trovare Immagini e Foto gratis (o quasi) per fare presentazioni

Testa Gianluca

Le immagini vengono ricordate meglio delle parole.

Secondo una ricerca contenuta nel volume “Principi universali del design” (ed. Logos di Lidwell, Holden e Butler) è opportuno usare delle immagini per evidenziare i concetti chiave; infatti, l’integrazione di parole ed immagini rafforza l’informazione che si vuole trasmettere. Naturalmente le immagini devono essere coerenti con il messaggio. Questo concetto è stato utilizzato dai pubblicitari da molto tempo mentre la stessa cosa non si può dire delle presentazioni aziendali dove il testo risulta essere ancora predominante.

Ma dove possiamo trovare immagini di alta qualità che possano trasmettere emozionalmente il nostro messaggio? Ecco un elenco di siti dove trovare immagini gratis, quasi gratis e a pagamento per migliorare le nostre presentazioni.

 

FOTO A PAGAMENTO

 

FOTO GRATIS (o quasi …)

Gianluca Testa, Garage Presentation

p.s. #1 Il 22/23 Ottobre 2011 ho partecipato ad un evento con Robin Good a Riccione. L’idea di pubblicare questo post nasce da un suo lavoro, “come trovare immagini gratis per il tuo blog” al quale ho aggiunto le informazioni che erano già in mio possesso.

p.s. #2 Se conoscete altri siti interessanti dove trovare immagini professionali inviatemi un commento in modo che possa aggiornare il post e condividere un servizio che ritengo molto utile. Grazie.

p.s. #3 Verificate sempre i diritti ed il contratto di utilizzo delle foto prima di utilizzarle; le modalità cambiano per ogni sito e anche foto apparentemente gratuite potrebbero essere soggette a limitazioni.

Share

Oct 11 2011

Quando usare delle slide “irritazionali” in una presentazione

Testa Gianluca

In determinati contesti potrebbe essere utile usare nella nostra presentazione delle slide che provochino delle reazioni nell’audience, le cosiddette slide irritazionali. Il nostro obiettivo è ottenere quello che viene chiamata “interruzione di schema”, ovvero un comportamento inaspettato che cattura l’attenzione del pubblico e lo porta a concentrarsi su quanto sta accadendo. Mentre chi ci ascolta sta ancora cercando dentro se una spiegazione a quanto sta sperimentando, è questo il momento giusto per presentare un concetto nuovo, specialmente se va contro quanto è comunemente condiviso.

Gianluca Testa, Garage Presentation

Questo post fa parte della categoria “Presentation Checklist“. Sono piccoli consigli per chi sta preparando una presentazionee ha paura di dimenticare qualcosa di importante. Questa rubrica vi stimolerà ad utilizzare tecniche diverse con il fine di creare una presentazione eccellente. Sono state concepite come singole tessere di un grande mosaico; lette singolarmente sapranno darvi spunti interessanti di riflessione. Quando saranno pubblicate interamente, andranno a formare una tavola di checklist molto esauriente e ti faranno da guida nella preparazione del tuo evento. Perchè, come dice il nostro payoff, “le tue idee meritano di più.”

 

Share

Sep 28 2011

Essere nel Campo, Essere se stessi nel fare una presentazione

Testa Gianluca

Essere se stessi è una caratteristica fondamentale che deve apprendere chi vuole diventare un bravo presentatore. A questo proposito voglio presentarvi un video tratto dal film “La leggenda di Bagger Vance”. E’ probabilmente il mio video preferito e mi è capitato di utilizzarlo spesso durante le presentazioni. Lo reputo una lezione di puro coaching e, dietro la metafora del golf, possiamo trovare spunti interessanti per la nostra vita e anche per la nostra attività che ci vede impegnati nel creare una presentazione eccellente.

A volte ci dimentichiamo quelli che sono i nostri talenti, le naturali abilità che ci contraddistinguono. Ognuno di noi è nato con un suo “swing”, un modo di fare le cose che ci permette di ottenere risultanti straordinari con il minimo sforzo. Se siamo in sintonia con il campo, con la vita e con il nostro essere qualunque attività ci sembrerà più facile. Spesso ci troviamo invece a risalire la corrente, a lottare contro le avversità, a svolgere attività che non amiamo e tutto questo ci provoca stress e stanchezza.

La natura intorno a noi non fa sforzo nello svilupparsi ogni giorno: il sole illumina e scalda la terra, i fiori e le piante nascono ovunque (anche dove nessuno li può vedere …), intere montagne vengono ricoperte in poco tempo da una fitta coltre di neve. C’è abbondanza in tutto questo. Perchè ci siamo dimenticati chi siamo? Quando ci siamo persi? Come possiamo invertire la rotta? Come possiamo tornare a rendere semplici le cose?

Iniziamo a pensare alle attività che ci piace fare di più, quelle che ci vengono naturali, quelle verso le quali ci sentivamo portati anche quando eravamo bambini. Ripartiamo da lì.

Cerchiamo il modo di utilizzare quelle risorse per il lavoro che stiamo svolgendo ora e se questo prevede una presentazione, creiamo uno stile che ci differenzi. La nostra audience non vuole un supereroe che, dopo pochi minuti, è evidente a tutti che non sa volare. Il nostro pubblico apprezzerà la nostra semplicità, il nostro essere autentici e l’empatia che riusciremo a stabilire. Non possiamo ingannare nessuno e tantomeno noi stessi. Ricordate che non esiste un unico modello di grande presentatore a cui tutti dobbiamo attenerci. Possiamo prendere spunto da ognuno, sviluppare le competenze necessarie ed arrivare a creare uno stile congruente con il nostro essere.

Solo così saremo nel “Campo”, il luogo dove le nostre abilità diventano inconsce e dove troveremo una realizzazione completa che parte da una totale accettazione di noi stessi.

Il nostro Ego ci fa sentire separati dal resto del mondo e dalle altre persone. Questo concetto ci contrappone alla vita invece che farcene sentire parte. Dobbiamo ritornare a sentirci parte del tutto, protagonisti in un universo partecipativo pronti a condividere le informazioni in nostro possesso con le altre persone. Questo in fondo vuol dire presentare.

Bagger Vance, il caddy del film interpretato da Will Smith, dice che c’è soltanto un colpo in perfetta armonia con il campo, un colpo che è nostro, un colpo autentico e noi non dobbiamo fare altro che scegliere proprio quello. E’ già dentro di noi, ce ne siamo solo dimenticati. Dobbiamo togliere qualcosa piuttosto che aggiungere.

Non pensare troppo, ricercare piuttosto la giusta sensazione. Lasciare stare la ragione e pensare con il cuore. Zittire il nostro dialogo interno che troppe volte ci boicotta. Facciamo in modo che la nostra presentazione diventi una conversazione tra amici. Quando parliamo con un amico, un amico vero, ci sentiamo in dovere di voler sembrare qualcun altro rispetto a chi siamo veramente? Certamente no. Un amico ci conosce, fingere non servirebbe a nulla. Andiamo a ricercare quel tipo di sensazione e rilassatezza nella prossima presentazione che faremo. Il pubblico apprezzerà.

E voi, avete già provato cosa vuol dire vivere il campo?

Gianluca Testa, Garage Presentation

Foto scattata con iPhone 4 e ritoccata con Camera+ App presso la buca 18 del Golf Club Garlenda (SV)

Video Tratto dal film “La leggenda di Bagger Vance” di Robert Redford

Questo post fa parte della categoria “Presentation Checklist“. Sono piccoli consigli per chi sta preparando una presentazionee ha paura di dimenticare qualcosa di importante. Questa rubrica vi stimolerà ad utilizzare tecniche diverse con il fine di creare una presentazione eccellente. Sono state concepite come singole tessere di un grande mosaico; lette singolarmente sapranno darvi spunti interessanti di riflessione. Quando saranno pubblicate interamente, andranno a formare una tavola di checklist molto esauriente e ti faranno da guida nella preparazione del tuo evento. Perchè, come dice il nostro payoff, “le tue idee meritano di più.”


Share

Sep 22 2011

Come cambiare una convinzione in una presentazione con poche slide

Testa Gianluca

Una convinzione è un senso di certezza che proviamo verso qualcosa. Le convinzioni agiscono a livello neurologico e permettono all’uomo di trovare velocemente un significato alle cose che ci accadano prima di agire. Le possiamo trovare anche nei “Livelli Logici di Pensiero” in una posizione molto influente. Hanno il potere di governare le nostre capacità ed i comportamenti fino ad inibirli o a sostenerli. Ognuno di noi ha convinzioni riguardo a quasi tutti i settori della nostra vita, dalle cose di poco conto a quelle più importanti: il tifo di una squadra calcistica, la politica, la fede religiosa, i valori e persino la nostra identità.Le convinzioni non sono giuste o sbagliate ma semplicemente limitanti o potenzianti.Possono limitare la nostra esperienza soggettiva e impedirci di assumere un atteggiamento ed un comportamento più efficace e produttivo.

Ma si può cambiare una convinzione? Certamente, lo facciamo spesso nel corso della nostra vita quando acquisiamo nuove informazioni che ci permettono di scegliere una soluzione più efficace in un ambito della nostra esistenza. Un modo semplice per cambiarle in maniera consapevole è andare alla ricerca delle cancellazioni, distorsioni e generalizzazioni del nostro linguaggio.Il primo passo è creare dubbio nei confronti della nostra convinzione per poi andare a proporre un’alternativa più consona.

Per quale motivo ci può interessare sapere come cambiare una convinzione nell’ambito del fare una presentazione? Perchè potremmo avere necessità, ad esempio, di presentare un prodotto o un servizio innovativo per il nostro settore in un mercato non ancora pronto per recepirlo. Se le persone non credono che sia possibile percorrere una  strada alternativa, allora dobbiamo riuscire a minare la loro certezza creando qualche dubbio, facendo capire che sono molti i settori che nel passato sono stati rivoluzionati da invenzioni che, quando furono presentate, fecero fatica ad affermarsi. Il messaggio che vogliamo trasmettere è che, anche se fino ad ora si è sempre operato con successo in un certo modo, non è detto che non esistano soluzioni migliori o più innovative.

Cambiare Convinzioni in una Presentazione

Cambiare Convinzioni in una Presentazione

Cambiare Convinzioni in una Presentazione

Cambiare Convinzioni in una Presentazione

Un modo elegante per farlo in una presentazione è utilizzare le immagini. Con pocheslide possiamo riuscire a far comprendere che il settore è pronto per un cambiamento. Nell’esempio ho utilizzato l’ironia su come noi stessi siamo pronti a modificare velocemente parere su qualcosa al variare della situazione. In questo caso la parola chiave è “sempre” che agisce come un quantificatore universale.In una sessione di coaching la domanda giusta da fare sarebbe: “Sono sempre pronto a far valere le mie opinioni con chiunque! … Lo hai fatto in tutte le occasioni? Sempre? Con tutte le persone? Non ti è mai capitata un’occasione nella quale hai preferito non far valere le tue opinioni? E’ successo più di una volta?”. Con queste domande apriamo un varco nel senso di certezza della nostra audience che ci permetterà di esporre la nostra idea in modo più efficace. Buona Presentazione.

Gianluca Testa, Garage Presentation

Questo post fa parte della categoria “Presentation Checklist“. Sono piccoli consigli per chi sta preparando una presentazionee ha paura di dimenticare qualcosa di importante. Questa rubrica vi stimolerà ad utilizzare tecniche diverse con il fine di creare una presentazione eccellente. Sono state concepite come singole tessere di un grande mosaico; lette singolarmente sapranno darvi spunti interessanti di riflessione. Quando saranno pubblicate interamente, andranno a formare una tavola di checklist molto esauriente e ti faranno da guida nella preparazione del tuo evento. Perchè, come dice il nostro payoff, “le tue idee meritano di più.”


Share

Sep 9 2011

Cosa può insegnarci il Trekking per migliorare una Presentazione

Testa Gianluca

Spesso la vita fornisce analogie che possono esserci utili in alcune attività specifiche della nostra vita. Lo scorso mese ho fatto delle escursioni sulle Alpi Marittime (le “mie” montagne) e vorrei condividere con voi alcune considerazioni.

Nel fare una presentazione penso che occorra rimanere se stessi, senza strafare.Non dobbiamo improvvisarci dei grandi oratori solo perché siamo davanti ad una platea, soprattutto se non siamo soliti parlare in pubblico. Meglio pensare la nostra performance come ad un colloquio a due con un  nostro amico, rimanendo il più possibile se stessi.Ognuno di noi ha caratteristiche comunicative diverse, certamente possiamo prendere a modello dei grandi presentatori ma alla fine dobbiamo trovare un’impronta che ci rispecchi. Ognuno ha il suo stile. Proprio. Personale. E con questo dobbiamo proporci al nostro pubblico. Sempre ricordandoci che siamo in viaggio, che non si smette mai di imparare nuove tecniche e che la nostra consapevolezza sui processi aumenta proporzionalmente alle nostre “ore di volo” che accumuliamo. Nel suo libro “Fuoriclasse”, Malcom Gladwell afferma che acquisire 10.000 ore di pratica in qualunque settore ci porta all’eccellenza. Io penso che ne bastino anche molte meno per arrivare ad avere risultati apprezzabili, specialmente in Italia dove poche persone dedicano energie per migliorare l’efficacia delle proprie presentazioni.

Ma come può esserci d’aiuto una camminata in montagna per preparare una presentazione di alto livello? Molte sono le cose in comune …

Per prima cosa dobbiamo decidere dove vogliamo andare, quale strada seguire, prevedere quante ore saranno necessarie e quindi, sostanzialmente, definire cosa vogliamo ottenere. Sempre banale ma spesso non ci è completamente chiaro.Anche nel preparare una presentazione o un discorso dobbiamo, per prima cosa, stabilire il messaggio chiave, il concetto che vogliamo assolutamente trasmettere. In base al tempo che avremo a nostra disposizione pianificheremo una strategia, un percorso da seguire soffermandosi sugli aspetti più importanti come in montagna sostiamo di fronte ad una piccola cascata o davanti a della neve non ancora sciolta ad Agosto.

In montagna dobbiamo avere sempre dietro tutto l’occorrente che può servire durante l’escursione: mappe, bussola, torcia, borraccia, indumenti pesanti ed antipioggia da utilizzare nel caso le condizioni meteo dovessero peggiorare all’improvviso o fossimo colti da nebbia od oscurità.

Anche nelle presentazioni dobbiamo essere sicuri di avere tutti gli strumenti a disposizione e di saperli usare perfettamente. Anzi, mentre in montagna dobbiamo comunque raggiungere un compromesso per non avere uno zaino troppo pesante da portare, nella preparazione di una presentazione penso sia meglio che la nostra attrezzatura sia ridondante per far fronte ad imprevisti senza inficiare la nostra performance.

E’ la caratteristica chiave dell’andare in montagna. Ognuno ha il suo ritmo, che può variare in base alla propria preparazione, all’età, all’esperienza ma, la cosa più importante, è avanzare con costanza, senza fermarsi se non per osservare la natura che ci circonda. Essere se stessi, senza strafare è anche uno dei punti chiave di una presentazione eccellente.Quante volte vediamo persone che iniziano un’escursione camminando velocemente, quasi volessero dimostrare qualcosa a se stessi e agli altri, per poi ritrovarsi senza fiato a metà percorso. Nelle presentazioni questa mancanza di congruenza viene subito percepita come un’insicurezza e porta a perdere velocemente la fiducia della nostra audience.

Camminare in montagna vuol dire anche assaporare le bellezze che ci circondano.Una vetta rocciosa, un laghetto alpino, un capriolo che sbuca da una curva del sentiero, il fischio della marmotta o un bellissimo fiore alpino. Ma vuol dire anche consapevolezza di noi stessi, della nostra respirazione, delle sensazioni che il nostro corpo ci trasmette dopo qualche ora di cammino. L’analogia on le presentazioni è evidente. Durante la nostra presentazione dobbiamo avere sempre tutti i sensi aperti e rivolti a quello che succede in aula. Mantenere il rapport con i partecipanti, accorgersi se qualche partecipante ha delle necessità, concentrarsi sull’utilizzo degli strumenti, sul fare le pause al momento giusto, sul cambiare il tono della voce per sottolineare parti importanti del nostro discorso, sono solo alcuni esempi delle abilità che ci vengono richieste.

Avere grande attenzione per quello che ci circonda ci porta a prevenire, in montagna, i piccoli o grandi pericoli che possiamo incontrare. Una pietra poco stabile ci potrebbe far scivolare o l’abbassamento repentino della pressione potrebbe presagire l’arrivo di un temporale.Per similitudine, la nostra presenza nel qui ed ora ci può aiutare a prevenire obiezioni dei partecipanti, facendo quello che viene chiamato “vaccino preventivo” o cambiare in corsa il nostro programma se ci accorgiamo che non stiamo ottenendo i risultati che ci eravamo prefissati.

Siamo arrivati alla meta della nostra escursione o alla fine delle nostra presentazione. Che soddisfazione. E’ il momento di godersi queste sensazioni dopo aver faticato tanto. Lasciamo che le nostre emozioni ci avvolgano; se abbiamo fatto un buon lavoro saranno quasi tutte positive. In caso contrario abbiamo ancora qualcosa da imparare, ma non pensiamoci ora. Non è ancora il momento di pensare alla strada del ritorno. Continuiamo ad assaporare il momento accettiamo le emozioni così come vengono.

E’ il momento di rientrare a casa. Spesso quando ripercorriamo al ritorno il nostro sentiero siamo meno “presenti” rispetto all’andata perché siamo più stanchi e facilmente rivolgiamo l’attenzione al nostro interno e la mente prende il sopravvento con i suoi pensieri. E’ il momento della riflessione. Se la giornata è andata bene possiamo pensare ai modi per migliorarci ancora di più, cercando nuove soluzioni. Se le cose sono andate meno bene, la riflessione dovrà essere più profonda e bisognerà cercare di rivedere drasticamente alcuni elementi. Non possiamo pensare di ottenere risultati differenti facendo sempre le stesse cose e quindi, dopo aver analizzato quello che crediamo abbia funzionato meno bene, possiamo dedicarci a trovare strade differenti. Ricordandoci sempre che diventare dei bravi presentatori è un’escursione (viaggio) che dura tutta la vita e che non c’è mai fallimento ma solo feedback.

Gianluca Testa, Garage Presentation

 

Foto realizzate il 17 Agosto 2011 con iPhone 4,

Rocca dell’Abisso, Limone Piemonte (CN)

 

 

Share

Aug 29 2011

Per fare una presentazione inizia con carta e matita

Garage Presentation

Quando progettiamo una presentazione siamo portati a metterci immediatamente davanti a powerpoint o keynote. Tendiamo così a confondere il mezzo con il fine con il rischio di creare una presentazione poco strutturata.

Come possiamo fare in modo che il nostro contenuto possa essere interessante per i nostri ascoltatori? Come possiamo creare una storia emozionalmente coinvolgente? A queste domande non può rispondere un software per creare slide. Dobbiamo quindi tornare alle origini, impugnare carta e matita, pensare in maniera analogica e, solo dopo che la nostra creatività avrà dato le sue indicazioni, creando un vero e proprio storyboard della presentazione, iniziare a lavorare in maniera digitale. Gianluca Testa, Garage Presentation

Questo post fa parte della categoria “Presentation Checklist“. Sono piccoli consigli per chi sta preparando una presentazione e ha paura di dimenticare qualcosa di importante. Questa rubrica vi stimolerà ad utilizzare tecniche diverse con il fine di creare una presentazione eccellente. Sono state concepite come singole tessere di un grande mosaico; lette singolarmente sapranno darvi spunti interessanti di riflessione. Quando saranno pubblicate interamente, andranno a formare una tavola di checklist molto esauriente e ti faranno da guida nella preparazione del tuo evento. Perchè, come dice il nostro payoff, “le tue idee meritano di più.”


Share

Jul 4 2011

Fare una presentazione vuol dire avere una storia da raccontare

Garage Presentation

Fare una presentazione vuol dire raccontare una storia. Per coinvolgere emotivamente il pubblico occorre saper descrivere un problema che i partecipanti possano riconoscere come reale, trovare la causa del problema e fornire una soluzione. Se poi riusciamo a rendere la presentazione emotivamente coinvolgente avremo per buona parte centrato il nostro obiettivo. Spesso capita di dover fare delle presentazioni specialistiche di fronte ad un pubblico tecnico che è più propenso a leggere elenchi di dati che ascoltare storie. Se assecondiamo questa consuetudine senza fare nulla di più contribuiremo certamente ad innalzare il livello medio di noia nelle presentazioni. Dobbiamo invece porci l’obiettivo, anche in questi casi, di rendere la presentazione interessante creando ed illustrando una storia che valga la pena essere ascoltata, integrandola con i dati che dobbiamo necessariamente divulgare. L’importanza della storia ci viene mostrata molto bene da uno dei discorsi più famosi del TED, quello della dott.ssa Jill Bolte Taylor. Pochissime slide, molto coinvolgimento emotivo. Vi consiglio di leggere anche il libro “My Stroke Inside”.  Gianluca Testa, Garage Presentation.

To Make a presentation is to tell a story. To involve the audience emotionally to know how to describe a problem that the participants can recognize as real, find the cause of the problem and provide a solution. If we fail to make the presentation for most emotionally engaging we met our goal. Often having to make presentations to an audience of specialist who is more inclined to read lists of data that listening stories. If you indulged this habit and do nothing more certainly contribute to raise the average level of boredom in presentations. Instead, we must ask ourselves the goal, even in these cases, to make the presentation interesting by creating and illustrating a story worth being heard, integrating it with the data that we need to disclose. The importance of the story it shown very well by one of the most famous speeches of TED, that of Dr. Jill Bolte Taylor. Very few slides, very emotional. I suggest you read also the book “My Stroke Inside”. Gianluca Testa, Garage Presentation.


Share